lunedì 31 marzo 2008

E se ve lo dice una che ha vissuto in tanti paesi diversi...

«[...] non ci sono terre pure e terre impure di per sé: la differenza sta unicamente nella bontà o malvagità della nostra mente (Il raggiungimento della Buddità in questa esistenza, SDN, 4, 5)».

Quando lo stato vitale è alto cambia davvero tutto...

Safe in the light that surrounds me
Free of the fear and the pain
The question in mind
Has helped me to find
The meaning in my life again
I may never find all the answers
I may never understand why
I may never prove what I know to be true
But I know that I still have to try

- Dream Theater -

venerdì 28 marzo 2008

Clematis

Ogni tanto, pur amandolo molto, mi incazzo con il lato a volte troppo Clematis della mia personalità. Lo amo per la parte creativa, artistica, sognatrice, mi ci incazzo perché ogni tanto mi rendo conto di perdermi completamente via, dimenticando le priorità, la concretezza, la realtà di quel momento. Nella vita di tutti i giorni distrarsi e avere la testa tra le nuvole infatti non è proprio praticissimo, visto che uno dovrebbe e vorrebbe comunque anche portare avanti e concludere un po' di cose... Però, PERO', ieri ho avuto il mio riscatto. Ero dalla dentista e per circa mezz'ora mi ha massacrato denti e gengive che si sono messe per tutta risposta a sanguinare di brutto (scusate l'argomento splatter). E io.... e io ero lì sdraiata, occhi chiusi, non sentivo praticamente niente, cioè sapevo che c'era il dolore ma riuscivo a distaccarmene completamente, così immersa nei miei pensieri e nelle mie riflessioni che lei a un cero punto mi fa: "ma sei viva?". E allora, cazzo, mi sono detta una volta tanto viva Clematis. Testa tra le nuvole, estraniamento dalla realtà, viaggio mentale chissà dove e per tutto il tempo necessario a sopportare una situazione non proprio piacevole...

mercoledì 26 marzo 2008

Ecco qualcosa di davvero illuminante per il percorso che sto facendo...

"La nostra paura più grande non è di essere inadeguati,
La nostra paura più grande è di essere forti oltre ogni misura.
E' la nostra luce, non la nostra ombra, a spaventarci di più.
Ci domandiamo: chi sono io per essere così brillante, splendido, capace e straordinario?
In verità, perché non dovresti esserlo?
Tu sei figlio dell'universo.
Questo tuo restare in disparte non serve al mondo.
Non c'è alcuna utilità nel farsi piccoli
perché gli altri non si sentano insicuri accanto a te.
Nasciamo per rendere manifesta la gloria dell'universo che è dentro di noi. E l'universo non è solo in alcuni di noi: è in tutti.
E mentre lasciamo che la nostra luce risplenda,
inconsciamente diamo agli altri il permesso di fare lo stesso.
E liberati dalle nostre paure,
la nostra presenza automaticamente libera gli altri."

Marianne Williamson

Oceano Mare

Oceano Mare di Baricco è uno dei libri più intensi che abbia mai letto, di quelli che lasciano il segno. Tante volte, quando mi sono sentita "smarrita", mi è capitato di ripensare a uno dei passi più significativi di questo libro.

E' un bel po' che smarrita non mi ci sento più e questo per tanti motivi ma voglio riportarlo lo stesso perché è illuminante:

Preghiera di uno che si è perso, e dunque, a dirla tutta, preghiera per me. Signore Buon Dio, abbiate pazienza, sono di nuovo io.
Dunque, qui le cose vanno bene, chi più chi meno, ci si arrangia, in pratica, si trova poi sempre il modo di cavarsela, voi mi capite, insomma, il problema non è questo.
Il problema sarebbe un altro, se avete la pazienza di ascoltarmi. Il problema è questa strada, bella strada questa che corre e scorre e soccorre, ma non corre diritta, come potrebbe e nemmeno storta come saprebbe, no. Curiosamente si disfa.
Credetemi (per una volta voi credete a me) si disfa. Dovendo riassumere, se ne va un po' di qua, un po' di là, presa da improvvisa libertà. Chissà.
Adesso, non per sminuire, ma dovrei spiegarvi questa cosa, che è cosa da uomini, e non è cosa da Dio, di quando la strada che si ha davanti si disfa, si perde, si sgrana, si eclissa, non so se avete presente, ma è
facile che non abbiate presente, è una cosa da uomini, in generale, perdersi. Non è roba da Voi. Bisogna che abbiate pazienza e mi lasciate spiegare. Faccenda di un attimo. Innanzitutto non dovete farvi fuorviare dal fatto che, tecnicamente parlando, non si può negarlo, questa strada che corre, scorre, soccorre, sotto le ruote di questa carrozza, effettivamente, volendo attenersi ai fatti, non si disfa affatto.
Tecnicamente parlando.
Continua diritta, senza esitazioni, neanche un timido bivio, niente.
Diritta come un fuso. Lo vedo da me. Ma il problema, lasciatevelo dire, non sta qui. Non è di questa strada, fatta di terra e polvere e sassi, che stiamo parlando. La strada in questione è un'altra. E corre non fuori, ma dentro. Qui dentro. Non so se avete presente: la mia strada.
Ne hanno tutti una, lo saprete anche voi, che tra l'altro, non siete estraneo al progetto di questa macchina che siamo, tutti quanti, ognuno a modo suo. Una strada dentro ce l'hanno tutti, cosa che facilita, per lo più, l'incombenza di questo viaggio nostro, e solo raramente, ce lo complica. Adesso è uno dei momenti che lo complica. Volendo riassumere, è quella strada, quella dentro, che si disfa, si è disfatta, benedetta, non c'è più. Succede, credetemi, succede. E non è una cosa piacevole. Io credo che quella vostra trovata del diluvio universale, sia stata in effetti una trovata geniale. Perché a voler trovare un castigo, mi chiedo cosa sia meglio che lasciare un povero cristo da solo in mezzo a quel mare. Neanche una spiaggia. Niente. Uno scoglio. Un relitto derelitto. Neanche quello. Non un segno per capire da che parte andare, per andarci a morire.
... So perfettamente qual è la domanda, è la risposta che mi manca.
Corre questa carrozza, e io non so dove. Penso alla risposta, e nella mia mente diventa buio. Così questo buio io lo prendo e lo metto nelle vostre mani. E vi chiedo Signore Buon Dio di tenerlo con voi un'ora soltanto, tenervelo in mano quel tanto che basta per scioglierne il nero, per scioglierne il male che fa nella testa, quel buio nel cuore, quel nero, vorreste? Potreste anche solo chinarvi, guardarlo, sorriderne, aprirlo, rubargli una luce e lasciarlo cadere che tanto a trovarlo ci penso poi io, a vedere dov'è.
Una cosa da nulla per voi, così grande per me. Mi ascoltate Signore Buon Dio? Non è chiedervi tanto, è solo una preghiera, che è un modo di scrivere il profumo dell'attesa. Scrivete voi dove volete il sentiero che ho perduto. Basta un segno, qualcosa, un graffio leggero sul vetro di questi occhi che guardano senza vedere, io lo vedrò. Scrivete sul mondo una sola parola scritta per me, la leggerò. Sfiorate un istante di questo silenzio, lo sentirò. Non abbiate paura, io non ne ho. E scivoli via questa preghiera con la forza delle parole, oltre la gabbia del mondo, fino a chissà dove. Amen

martedì 25 marzo 2008

Tears of the Dragon - Bruce Dickinson

For too long now, there were secrets in my mind
For too long now, there were things I should have said
In the darkness...i was stumbling for the door
To find a reason - to find the time, the place, the hour

Waiting for the winter sun, and the cold light of day
The misty ghosts of childhood fears
The pressure is building, and I cant stay away

I throw myself into the sea
Release the wave, let it wash over me
To face the fear I once believed
The tears of the dragon, for you and for me

Where I was, I had wings that couldnt fly
Where I was, I had tears I couldnt cry
My emotions frozen in an icy lake
I couldnt feel them until the ice began to break

I have no power over this, you know Im afraid
The walls I built are crumbling
The water is moving, Im slipping away...

I throw myself into the sea
Release the wave, let it wash over me
To face the fear I once believed
The tears of the dragon, for you and for me

Slowly I awake, slowly I rise
The walls I built are crumbling
The water is moving, Im slipping away...

I throw (I throw)
Myself (myself)
Into the sea
Release the wave, let it wash over me
To face (to face)
The fear (the fear)
I once believed
The tears of the dragon, for you and for me

I throw (I throw)
Myself (myself)
Into the sea
Release the wave, let it wash over me
To face (to face)
The fear (the fear)
I once believed
The tears of the dragon, for you and for me

Corrrrrroooooooooooooooooooooooo!!!!!!!!!!!!!!!

Oggi sono la persona più felice del mondo e questo semplicemente perché HO CORSO!!! Ebbene sì, dopo 2 mesi esatti dal mio secondo intervento al ginocchio e dopo un anno intero che non correvo, oggi ho finalmente di nuovo corso! La giornata è di quelle che più belle non si può, con sole caldo, venticello freschetto primaverile e luce intensa con cielo blu "cicladico"! Eppure siamo a Milano! E allora io e Matteo siamo andati giù nel cortile interno e lui mi ha fatto fare cose sempre più "difficili" e io sono riuscita a farle tutte anche se né io né lui ce lo aspettavamo, fino ad arrivare alla famosa corsa! Con tanto di retrorunning! Quando mi ha detto "e ora corri" io semplicemente ho preso e ho corso e mi sembrava la cosa più naturale del mondo! Era un anno che facevo il sogno ricorrente di correre e oggi, così, semplicemente, ho corso davvero. Non potete immaginare il senso di libertà e di normalità provato e, di conseguenza, l'enorme felicità. Ho iniziato a correre e non mi sono fermata più. Il cortile era illuminato da questa luce meravigliosa, i miei capelli lunghi, sciolti e ancora un po' bagnati ondeggiavano liberamente e io mi sono sentita la persona più libera e felice del mondo. Ringrazio Il mio fisio Matteo per la sua bravura, il suo darmi sicurezza, il suo sapermi incoraggiare e sapermi spingere oltre i miei limiti, insistendo perché io faccia una cosa anche quando ne ho paura ma senza mai forzare la mano. Grazie a lui ho finanche corso in salita, di lato, all'indietro (il famoso retrorunning di cui parlavo prima), fatto le scale a due due a salire e finalmente senza tenermi a scendere. Ma naturalmente ringrazio ME STESSA e la mia forza di volontà che quando vuole sa uscire bene allo scoperto. E la mia voglia di vivere e di superare i limiti. E, last but not least, ringrazio il Gohonzon!

lunedì 24 marzo 2008

Continuare a lottare

La forza è felicità. La forza è in sé vittoria.
Non c’è felicità nella debolezza e nella codardia. Quando intraprendete una battaglia, potete vincere o perdere. Ma a dispetto del risultato a breve termine, il fatto di continuare a lottare è prova della vostra vittoria come esseri umani. La vittoria e il mondo di Buddità risiedono nello sviluppo di un forte spirito, una forte fede e una forte preghiera.

Daisaku Ikeda

o, pou kai na pas

O, pou kai na pas na eisai panta eftuxismenos...

perdonatemi se ho scritto in greco, era una cosa privata ma avevo comunque bisogno di esprimerla, scriverla, immortalarla nelle pagine di questo diario come in quelle della mia vita.

è successo tutto a Como, sabato 22 marzo 2008.

per me e per te per la tua e per la mia felicità io dico nam myo ho renge kyo.

giovedì 13 marzo 2008

Acqua e Fuoco

Anche se il mio elemento è il FUOCO (sono Leone ascendente Sagittario) sto riscoprendo il piacere dell'acqua e del benessere e relax che deriva da passare un'ora a nuotare in piscina... lo DEVO fare per il ginocchio, ma la cosa più bella è che lo VOGLIO fare e nelle giornate come oggi mi piace particolarmente... Oggi era una bellissima e calda giornata di primavera qui a Milano e nell'attesa che la piscina si liberasse sono andata in un parco a prendere il sole.. Lì ho conosciuto Maria ed il suo cane Trunch che poverino sta facendo...fisioterapia! Povero, zoppicava di brutto perché 2 anni fa è stato investito e non ha camminato per 1 anno e 4 mesi!! rischiava di non camminare più e di essere soppresso (!!) ma poi grazie alla sua VOGLIA DI VIVERE ha fatto fisioterapia e ora sta recuperando!! Io non amo particolarmente i cani (preferisco i gatti) ma lui mi ha fatto una tenerezza incredibile, si vedeva che aveva voglia di farcela, di correre di avere una vita normale (seppur vita da cani!). Può sembrare strano ma anche questo piccolo episodio mi ha dato uno stimolo in più, una voglia di farcela anche io, di impegnarmi sempre di più per tornare completamente "nuova" come prima dell'11 marzo 2007. E infatti poi approfittando che la vasca era vuota gli ho dato dentro di brutto col nuoto, facendo anche dorso, andando veloce e sentendomi di nuovo LIBERA, perché è questa la mia più grande motivazione in tutta questa questione del ginocchio: la voglia di vivere e la voglia di LIBERTA'!